Il disegno da colorare come luogo di formazione del bambino

 

La pazienza, la costanza, la calma, la concentrazione sono tratti della personalità che si possono coltivare. In un mondo frenetico, dove il must è consumare il più rapidamente possibile ogni oggetto, gioco, relazione, l’esperienza infantile rischia di impoverirsi. Alcune capacità, che prima erano garantite da una socializzazione, in contesti familiari o di vicinato, ricca della presenza di persone di età, cultura, esperienza e generazioni diverse, oggi possono esser scoperte dai bambini in modi nuovi.

Ad esempio, un tempo, forse ancora ai tempi dei nostri nonni, ascoltare la sera la nonna o un’altra figura di riferimento raccontare le ‘storie della buona notte’ era per i bimbi un’esperienza fondamentale per coltivare la capacità di metter in moto il proprio fantastico mondo di immagini, concentrandosi sul tessuto delle parole costruito da altri ed imparando ad attendere con pazienza il ritmo del racconto altrui ed imparando anche il silenzio. Oggi questa viva esperienza viene spesso sostituita con l’immaginario televisivo, che se da una parte risulta estremamente ricco di personaggi nuovi, dall’altra porta con sé il rischio di rendere passivi i bambini e le bambine nell’elaborazione personale delle immagini di una storia narrata. Passivi piuttosto che silenziosi. D’altronde è da lì, dall’attuale immaginario sperimentato dai bambini di oggi, che è necessario partire.

Nel disegno guidato, com’è quello che consiste nel colorare figure già predisposte (come proposto anche nel nostro sito), il bambino o la bambina può trovare un equilibrio tra  il suo sentire interiore, i suoi pensieri, il suo immaginario giornaliero (anche televisivo) ed un fare giocoso, che lo renda faber, agente attivo, e che produca anche un risultato concreto. Integrare queste quattro dimensioni in un’attività che può diventare quotidiana può essere inoltre un modo fantasioso di affrontare o rielaborare le prove che il bambino o la bambina incontra nella propria esperienza del mondo.

L’aspetto specifico però dell’attività del colorare i disegni rispetto ad altri giochi si trova nel fatto che essa implica un certo grado di concentrazione mentale e di serenità corporea. Il disegno induce a sperimentare una calma, che a volte si può tradurre in un improvviso silenzio esteriore, ma che porta di sicuro ad una calma interiore. E questa si declina in chiarezza del pensiero e del sentimento, che il bimbo o la bimba può appunto esprimere all’esterno, nella scelta del disegno e dei colori. Per un bimbo o una bimba che tende all’iperattività, ‘che non sta mai fermo’ come diciamo noi genitori, il disegno è un’ottima occasione per imparare la pazienza e la costanza, due qualità importanti per relazionarsi correttamente con gli altri. Aspettare il tempo necessario alla completa colorazione del disegno, fare attenzione a mantenere ogni colore nel suo giusto spazio rispettando i margini della figura e distinguendo le sue diverse parti, sperimentare l’effetto di diversi tipi di colore sul disegno (a matita, a spirito, a cera, a olio o ad acquarello) implicano uno sforzo di attenzione e di costanza per i nostri piccoli. Il risultato certo è un carattere più paziente ed attento.

Marilia Di Giovanni

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